Il Parlamento informi sullo stato reale dei lavori di bonifica

presentato da

AUGUSTO DI STANISLAO

testo di

mercoledì 7 settembre 2011, seduta n.514

La Camera,
premesso che:
con il nuovo codice dell'ordinamento militare, la normativa riferita alle bonifiche dei campi minati e degli ordigni bellici (decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 320) è stata abrogata dall'articolo 2268, n. 258. L'immediata conseguenza di tale abrogazione è stata la necessità di individuare il soggetto istituzionale che deve eseguire le verifiche nei cantieri di lavoro ed effettuare gli interventi di bonifica degli ordigni bellici al fine di garantire l'incolumità dei lavoratori, la salute e la sicurezza pubblica;
si ricorda che in Italia l'attività di bonifica degli ordigni bellici ha permesso solo nel triennio 2007/2009 di rinvenire sull'intero territorio nazionale ben 235.830 ordigni e 534 bombe d'aereo;
in molte zone d'Italia si lotta ancora per limitare gli effetti sull'uomo e sull'ambiente dalle armi e dei residuati bellici dell'ultimo conflitto mondiale. Tra le zone maggiormente a rischio, Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica, ma alla lista vanno aggiunte altre località in Lombardia, Piemonte, Lazio e Abruzzo. A procurare il rischio e l'allarme sono terreni e stabilimenti, ma anche discariche sottomarine che continuano a ospitare, magari senza una precisa consapevolezza dei cittadini delle zone incriminate, l'arsenale di armi chimiche creato dal fascismo e nascosto dai governi della Repubblica; 
Lega Ambiente e il coordinamento di associazioni e comitati nati per il monitoraggio e la bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale hanno lanciato l'allarme;
le associazioni, infatti, confermano la presenza di armi progettate per resistere decenni e che mantengono i loro poteri venefici. L'arsenico, in particolare, è disperso nei suoli come dimostrano le analisi condotte dalle Forze armate nella zona del Lago di Vico o gli esami degli organismi sanitari a Melegnano. Per non dire degli sversamenti, ovunque lungo lo Stivale, che, secondo il libro inchiesta «Veleni di stato» del giornalista Gianluca Di Feo, sono ancora coperti dal segreto militare;
considerato che il provvedimento in esame limita l'intervento esclusivamente alla bonifica preventiva e sistematica nei cantieri, escludendo modifiche alla vigente normativa in materia di bonifica derivante dal rinvenimento occasionale degli ordigni bellici, che resta disciplinata dalle disposizioni legislative che attribuiscono tale compito alle Forze armate e di polizia. Considerato, altresì, che ciò potrebbe escludere ulteriori fattori di rischio;
tenuto conto delle richieste dei vari comitati e movimenti, oggi rappresentati dal «Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche», che da tempo chiedono un'approfondita campagna di individuazione di ulteriori aree di smaltimento non ancora precisamente individuate ma di cui si ha notizia certa negli archivi militari, e il monitoraggio sanitario e ambientale sui cittadini e sui loro territori,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di predisporre, realizzare e completare le bonifiche, anche attraverso l'assegnazione di uomini e mezzi nonché lo stanziamento di fondi adeguati, di tutti i siti inquinati affinché si possa dare seguito ad un'efficace azione di bonifica dell'aree contaminate colpite drammaticamente nel loro equilibrio ambientale al fine di preservare inoltre la salute pubblica delle popolazioni residenti;
a valutare l'opportunità di informare il Parlamento attraverso un'apposita e approfondita relazione sullo stato reale dei lavori di bonifica.
9/3222-A/1.Di Stanislao.

LUCA BELLOTTISottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, il Governo accetta l'ordine del giorno Di Stanislao n. 9/3222-A/1, anche se i contenuti e le preoccupazioni rappresentati in premessa sembrano essere superiori rispetto alla realtà

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