È una nave americana il relitto nel porto di Bari

di Nicolò Carnimeo 

 

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  2. • Le prove: scarponi US Navy e diario di bordo
  3. • Quel relitto a 55 metri di profondità davanti al porto

BARI – La nave a 55 metri di profondità di fronte al porto di Bari è il liberty americano «Samuel J. Tilden», le indagini condotte dalla «Gazzetta», dal nucleo subacqueo dei Carabinieri di Bari e le segnalazioni dei lettori, tra i quali il documentarista Francesco Morra, hanno svelato il mistero e portato nuova luce ad un pezzo di storia della nostra città: il terribile bombardamento della Lutwaffe tedesca del 2 dicembre 1943. 

In quella occasione vennero colate a picco ben diciassette navi delle quale due polacche, tre italiane, tre norvegesi, quattro inglesi e cinque liberty da carico degli Stati Uniti, il «John Bascom», il «John L. Motley», il «Joseph Wheeler», il «John Harvey», con il famigerato carico di iprite, e il «Samuel J. Tilden». 

Gran parte delle fonti storiche ufficiali riportano che queste navi vennero affondate all’interno del porto e poi nei mesi successivi recuperate e vendute per lo smaltimento, ma c’è stato un episodio sfuggito ai più, sul quale i ricercatori non si sono soffermati, ovvero il bombardamento e l’affondamento con i siluri del «Samuel J. Tilden». Questa nave, infatti, a differenza delle altre al momento del bombardamento si trovava ancorata in rada in attesa di poter ormeggiare alla banchina e scaricare. Arrivava da Biserta al comando del Capitano Joseph Blair ed era carica di automezzi, trattori da rimorchio e ambulanze destinate al 26°Ospedale Generale Americano. 

Tradita da un fanale che era rimasto acceso fu tra le prime unità ad essere colpita da una bomba che penetrò il ponte facendo esplodere la sala macchine e uccidendo dieci marinai. A quel punto il comandante ordinò l’immediata evacuazione, i soldati americani corsero a poppa, si tolsero le scarpe e indossarono i giubbetti salvagente prima di tuffarsi nelle gelide acque invernali. Il «Samuel J. Tilden» dilaniato dalle fiamme rimase alla deriva sino a quando per evitare pericoli alla navigazione due unità inglesi lo portarono al largo (sul relitto pende ancora il cavo di traino) e poi lo colarono a picco silurandolo. 

Nell’evolversi della tragedia legata all’iprite forse nessuno si è più ricordato della nave americana che per quasi settant’anni è rimasta sul fondo del mare senza identità, anzi è stata scambiata per il piroscafo «Brindisi 2» che venne silurato un anno più tardi proprio nelle vicinanze del relitto americano. Con la scoperta di oggi si può finalmente restituire memoria e onore ai valorosi caduti del «Samuel J. Tilden». 

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