Libera e Legambiente assegnano il riconoscimento a otto difensori dell'ambiente.

di Marilisa Romagno – www.alternativasostenibile.it

Un imprenditore, un giornalista, due magistrati e quattro membri delle forze dell'ordine in prima linea contro l'ecomafia. Sono otto i difensori della legalità ambientale ai quali Libera e Legambiente assegnano oggi il Premio Ambiente e Legalità 2011, nell'ambito di Festambiente, il festival dell'associazione del cigno che si tiene in Maremma, a Rispescia (GR) fino al 15 agosto.
Un riconoscimento per l'impegno profuso in difesa dell'ambiente con cui le due associazioni celebrano la giornata della Legalità alla presenza di Luigi Ciotti, presidente di Libera e Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente. Tra i premiati ci sono comandanti di nuclei speciali come il Noe dei Carabinieri, delle Capitanerie di Porto, del Corpo Forestale e della Guardia di Finanza, ma anche liberi professionisti che attraverso il proprio lavoro cercano di contrastare un'organizzazione delinquenziale integrata, pervasiva e difficile da arginare come quella che opera a danno dell'ambiente.
"Nonostante la grave crisi economica in atto- spiega Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente – il business legato alla criminalità ambientale non subisce flessioni ma, anzi, continua inesorabilmente a crescere con profitti che sfiorano anche nel 2010 i 20 miliardi di euro e ad estendersi su tutto il territorio nazionale infiltrandosi nei settori economici più strategici come quello agroalimentare e edilizio".

Anche l'ultimo rapporto annuale di Legambiente conferma la gravità del fenomeno ecomafia: solo l'anno scorso, infatti, si sono compiuti ben 30.824 illeciti ambientali, praticamente 84 al giorno, senza contare tutti i delitti a danno dell'ambiente che purtroppo rimangono ancora nell'ombra.
"Questo premio – ha aggiunto Fontana – ha dunque il valore di sottolineare quello che c'è di buono nel Paese come il lavoro di queste persone impegnate nel difendere non solo l'ambiente ma anche la salute dei cittadini. Un impegno importante che però non può essere affidato solo alla buona volontà dei singoli. Per contrastare efficacemente i reati ambientali servono sanzioni severe che ancora oggi nella legislazione italiana non ci sono. Infatti, – ha concluso Fontana – anche con le ultime norme introdotte dal Governo in recepimento delle direttive Ue, i reati ambientali continuano a rientrare tra le contravvenzioni, le sanzioni sono scarsamente deterrenti, i tempi di prescrizione bassissimi e non è stato previsto nulla per i reati nell'ambito del ciclo del cemento lasciando, di fatto, senza tutela il paesaggio e la fragilità geomorfologia e urbanistica dei territori".

A ricevere il premio il giornalista Fabrizio Geremicca, storico collaboratore del Corriere del Mezzogiorno, inserto campano del corriere della sera, da anni impegnato in inchieste giornalistiche dirette a sensibilizzare i lettori su tematiche ambientali e sulla lotta alle ecomafie. Il premio vuole essere un omaggio ad un'attività professionale scrupolosa, svolta con coraggio e passione, che ha contribuito a far conoscere ad un vasto pubblico alcune delle dinamiche più efferate presenti in questo segmento della criminalità ambientale.
Un premio anche al lavoro svolto da Domenico Cristofaro, imprenditore calabrese titolare di Ecoplan, per la sua coraggiosa attività imprenditoriale all'insegna dell'innovazione tecnologica orientata nel campo del riciclo dei rifiuti e della produzione di nuovi materiali, ecologici e di qualità. E ancora ad Anna Canepa, per il suo impegno da magistrato in delicate e complesse attività d'indagine relative alle infiltrazioni della criminalità organizzata del tessuto economico del Paese, in particolare per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento e i traffici illeciti di rifiuti.
Quattro premiati poi tra le forze dell'ordine. Tra questi il Capitano Mario Ferri comandante del Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei Carabinieri di Firenze, per il continuo e impegnativo lavoro d'indagine volto a prevenire e reprimere fenomeni d'illegalità e criminalità ambientale, in particolare per quanto riguarda i traffici illeciti di rifiuti. E poi il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, per la costante azione di controllo, prevenzione e repressione di fenomeni gravi d'illegalità contro la pubblica amministrazione, con particolare riguardo alla gestione degli appalti pubblici e dell'edilizia.

Riconoscimento anche al primo dirigente Giovanni Misceo, comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato di Bari per l'intensa e proficua attività d'indagine svolta sul territorio, in particolare per quanto riguarda il contrasto a fenomeni di grave illegalità contro l'ambiente e la pubblica amministrazione, in particolare nel settore dell'edilizia. E ancora al Comandante in II Francesco Cacace della Capitaneria di Porto di Salerno, per la quotidiana attività di controllo, prevenzione e repressione di fenomeni diffusi d'illegalità ambientale e per l'azione concreta di tutela di uno straordinario patrimonio naturalistico, sia marittimo che costiero. Nell'ottava edizione del Premio Ambiente e Legalità anche uno speciale riconoscimento al procuratore capo di Brescia Nicola Maria Pace per la sua prestigiosa carriera di magistrato attento e coraggioso nel contrasto alle varie forme di criminalità ambientale e per la sensibilità dimostrata nella costante opera di denuncia dell'ecomafia e di diffusione della cultura della legalità.

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