Piano dell'agro truccato. Il Palazzo di cittàtrema.

Altomare indagato 001Gazzetta del mezzogiorno del 17.6.2011

Il Piano dell'agro destinato a dare un nuovo assetto, anche edilizio, al territorio rurale di Molfetta finisce al centro di un inchiesta della Procura della Repubblica di Trani. Col piano, approvato non senza polemiche lo scorso 14 febbraio dal consiglio comunale, finisce iscritto nel registro degli indagati il dirigente dell'ufficio Tecnico Comunale Rocco Altomare.
Ma non è l'unico indagato del voluminoso fascicolo del pubblico ministero Antonio Savasta.
Da quel che trapela, il Piano dell'Agro illustrato da Altomare ed approvato dal Consiglio comunale sarebbe difforme dalle determinazioni  del professor Giovanni Sanesi, docente dell'Università e responsabile scientifico della convenzione stipulata tra comune ed ateneo di bari proprio per il piano particolareggiato dell'agro molfettese.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il prof. Sanesi aveva individuato zone e prescrizioni edificatorie differenti da quelle spacciate per sue e poi approvate. L’originaria progettazione sarebbe stata, dunque, disattesa ed il piano trasformato in una modifica e variante al piano regolatore generale, stravolgendo di fatto la natura dello strumento urbanistico”.

Il consiglio comunale avrebbe approvato una tavola differente da quella presentata in Commissione di Urbanistica, tra l’altro difforme da quella del prof. Sanesi perché sarebbe stata ricavata una nuova zona edificabile (CR4a) a Cala San Giacomo. A quanto pare, alcuni dei terreni apparterrebbero ad assessori ed ex revisori dei conti in rapporti con l’attuale amministrazione Azzollini. 
Non solo, proprio in questa zona sarebbe previsto il progetto per l’autoporto redatto dallo Studio A&D, riconducibile allo stesso dirigente comunale, a suo fratello ing. Donato Altomare, all’arch. Giambattista del Rosso e al geom.Nicolò de Simine, tutti indagati.
Sotto esame anche i terreni dell’altra CR4a a Levante (tra Lama Cupa, villaggio Belgiovine, litoranea e 16bis), dove quasi 30mila mq appartengono ai familiari dell’ing. Altomare, quali la moglie Mariantonia Abbattista, la madre Angela Amato e la cognata Giuseppina de Pietro. Il Piano dell’agro ne ha modificato la destinazione agricola, considerando la zona, invece coltivata e priva di zone incolte, antropizzata, dunque edificabile con interventi edilizi di tipo agrituristico, energetico e ricettivo.
Questi sono solo alcuni capi d'accusa di un'indagine a più largo raggio e che annuncia sviluppi clamorosi.
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