Tempo pieno, la rabbia dei genitori

Assemblea movimentata ieri nella sede del terzo circolo didattico. Il più colpito dal probabile addio al servizio mensa

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di Lorenzo Pisani – (www.molfettalive.it/…)


Ci sono voluti due incontri per parlare a tutti i genitori degli alunni del terzo circolo didattico. Genitori delusi, arrabbiati. In alcuni casi sul piede di guerra.

Sapere all’improvviso che il prossimo anno quasi certamente il servizio mensa sarà cancellato, è qualcosa di «brutale», come si legge nella lettera che si legge nel pomeriggio nell’aula magna della “Don Bosco”.

Una lettera cui sono aggrappate le speranze di chi crede che il buon senso possa prevale sulla burocrazia. Anche quando ha concesso proroghe comunque non rispettate.

«Tutta questa situazione – scrivono i genitori – appare davvero paradossale se si considera che subiranno tale soppressione anche alcuni circoli didattici dotati di refettori in regola con la normativa vigente, per i quali non sono necessari impegni di spesa per il loro adeguamento strutturale; altrettanto paradossale appare la necessità di far assumere all'ente locale l'impegno di spesa per gli oneri aggiuntivi derivanti dal costo dei pasti, se si considera che noi genitori sopportiamo già da tempo per intero il costo dei pasti e siamo disponibili a sostenerlo integralmente anche per gli anni scolastici futuri».

«Riteniamo – si legge ancora – doveroso, pertanto, da parte nostra mobilitarci e richiamare ciascuna istituzione interessata ai propri doveri, connessi alla difesa del diritto allo studio, del diritto al lavoro delle madri e degli stessi insegnanti già coinvolti nel processo formativo dei nostri figli, e senza sottovalutare anche l'importanza per ciascuna delle famiglie coinvolte di poter continuare a scegliere liberamente tra le diverse opzioni formative».

La missiva è stata spedita al Ministero dell’Istruzione, all’Ufficio scolastico regionale, al sindaco Antonio Azzollini e ai dirigenti dei cinque circoli scolastici.

L’aria è elettrica. Le incomprensioni sono in agguato. Le esperienze personali parlano di madri con due bambini in due diversi istituti: «Come farò col mio lavoro?». C’è chi, ancora incredulo, si chiede il motivo del caos. Non si vogliono buttare al vento quattro anni di ottimi risultati.

Pesa il possibile ridimensionamento dell’attività formativa. I tagli dei docenti – nove solo nel terzo circolo diretto da Tiziana Santomauro – come una reazione a catena, porteranno a una riduzione da 30 a 27 ore di lezione nelle prime tre classi. Classi che potrebbero essere ridisegnate. Apprensione anche per l’insegnamento della lingua straniera: a coprire l’assenza della docente che dovrà farsi da parte, saranno gli altri colleghi abilitati, che dovranno dividersi tra tutti gli alunni.

Un pasticcio, insomma, di cui non si vede via d’uscita. Fino a giugno, data del definitivo pronunciamento degli uffici baresi, non mancheranno altre polemiche. E decisioni drastiche: «Faremo valere i nostri diritti nelle sedi opportune». Ancora un ricorso alla burocrazia. Più di una minaccia.

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