La sicurezza nella nostra città? Privatizziamola!

Ovvero sulle autentiche finalità del nuovo Regolamento di Polizia Municipale

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di Gianni Porta – Consigliere comunale

Iniziano ad essere chiare le vere motivazioni che hanno condotto lo scorso 14 dicembre l’Amministrazione comunale di destra, con la benevola astensione dell’UDC, ad approvare il nuovo Regolamento della Polizia Municipale.
Oltre ad introdurre l’uso delle armi, un altro aspetto del Regolamento criticato da Rifondazione comunista era la possibilità di collaborazione con associazioni di volontari per l’espletamento delle funzioni di Polizia Municipale offerto dal nuovo art. 8 che recita: “La Polizia Municipale è aperta alla collaborazione di Gruppi o Associazioni di Volontariato per l’espletamento di alcuni servizi individuati dal Sindaco, previa convenzione”.
Con Delibera della Giunta Comunale n. 352 del 28 dicembre scorso il Sindaco ha proceduto ad affidare all’ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) alcune attività di collaborazione con il corpo di Polizia Municipale per finalità istituzionali quali: il controllo delle discariche abusive; la  tutela degli animali e dell’attività ittica e venatoria; il presidio di istituti scolastici elementari e medi inferiori nonché un attento e oculato servizio di pattugliamento del territorio comunale.

Perché siamo contrari a una decisione che a prima vista potrebbe sembrare  positiva? Perché quest’atto rientra in una logica di “esternalizzazione” (leggi “privatizzazione”), includendo anche le funzioni della sicurezza e della prevenzione che – secondo noi – dovrebbero restare prerogativa esclusiva di organi pubblici. Dal momento che si privatizza un po’ tutto – avrà pensato l’Amministrazione di destra – perché non iniziare a sperimentare anche la privatizzazione della sicurezza, intanto si comincia dal controllo dell’ambiente.
Noi riteniamo pericoloso, in prospettiva, che dei servizi – soprattutto di tutela della collettività e dei beni pubblici – siano svolti da Corpi non pubblici e, come recita l’art 2 dello schema di convenzione, “secondo autonoma programmazione, salvo specifici interventi richiesti dal Comandante della Polizia Municipale”, che equivale a dire, “se il Comandante ci chiede questa cosa la facciamo, altrimenti la norma è che noi decidiamo come gestire, organizzarci e comportarci nei servizi assegnatici”. Francamente non siamo rassicurati, preferiamo i nostri Vigili esperti ed espressione di un Corpo pubblico a guardie volontarie private seppur con tanta buona volontà.

Un altro motivo di opposizione risiede nel fatto che ricorrendo a collaborazioni di volontari si rinvia e disincentiva l’assunzione di nuove unità e il potenziamento del corpo di Polizia Municipale che tutti hanno detto aver bisogno di investimenti. Quante promesse, nei Consigli comunali in cui si è discusso del nuovo Regolamento, da parte dell’Amministrazione sul potenziamento e rafforzamento della pianta organica dei Vigili, quante parole… tutti sembravano fare a gara a chi la sparava più grossa.
Fatto sta che ad oggi nessuna procedura tesa a nuove assunzioni è stata posta in essere (pur essendo stato programmato il fabbisogno di nuove unità nel lontano marzo 2009), anzi ci ritroviamo con questo affidamento a volontari (sulla cui buona fede e impegno non intendiamo entrare in merito).

E domani potrebbero arrivare altre convenzioni e altri volontari, magari addetti alla sorveglianza dei migranti per beccare quelli sprovvisti di documenti. E ci chiediamo con quali competenze professionali e senso della funzione rispetto ad operatori di Polizia Municipale adeguatamente formati. Qualcuno potrebbe pensare che così almeno qualcosa si risparmia, ebbene mica tanto visto che all’associazione in questione sarà riconosciuto un contributo annuo di € 11.350 per le spese.
La formazione e l’efficienza, si sa, costano e quindi l’Amministrazione – che ha altre priorità di investimento (megaopere infrastrutturali, canali mitigatori e affini che fanno la fortuna di pochi anziché la qualità della vita della stragrande maggioranza dei cittadini) – imbocca la strada della delega, dell’appalto ai privati della sicurezza, in linea con la politica di risparmi su benzina per far girare auto e motociclette, su divise e tanto altro.
Se non c’è una inversione di rotta da parte dell’Amministrazione, cui chiediamo il ritiro di questa delibera di affidamento, la situazione del nostro Corpo di Polizia Municipale nonostante l’abnegazione e la competenza dei suoi appartenenti rimarrà inchiodata ai limiti strutturali derivanti da insufficienti risorse economiche stanziate.
Non basta strombazzare demagogicamente l’introduzione delle armi per risolvere i problemi della sicurezza di Molfetta.

Intervento apparso sul mensile l’AltraMolfetta di Febbraio

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