Archivio mensile:giugno 2008

Unici colpevoli: i cittadini

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Appuntamento domani con Marco Travaglio, che, come ormai già accade da tre settimane ogni lunedì alle ore 14, parlerà in diretta streaming. Chiunque potrà trasmetterlo in diretta dal suo blog seguendo le istruzioni. Uno, mille, diecimila blog per una libera informazione. Passaparola.

Riportiamo di seguito la trascrizione dell’ultimo intervento di lunedì 2 giugno 2008:

"Buongiorno a tutti. Spero si possa ancora dire che l’intervento del Capo dello Stato in occasione della festa del 2 giugno tenuto ieri è stato tutt’altro che soddisfacente. Io per esempio non l’ho condiviso per niente. Non perché i principi che ha enunciato non siano giusti: basta con l’intolleranza, basta con le ribellioni allo Stato. Dipende da che cosa sta dicendo e a chi si sta riferendo. Si riferiva a Bossi? Che ha di nuovo minacciato che se non si faranno le riforme che vuole lui di marciare su Roma con cinquecentomila padani, peraltro tutti da individuare. Non si sa se questa volta armati, disarmati, travestiti da Obelix, o come diavolo si presenterebbero. Si riferiva a Berlusconi, che si è appena ribellato allo Stato, cioè agli arresti disposti dalla magistratura napoletana per lo scempio dei rifiuti, per le discariche truccate, per la monnezza non trattata che veniva nascosta sotto lievi coltri di monnezza trattata e magari anche profumata con la calce viva come dalle intercettazioni dell’enturage di Bertolaso e dalla immarcescibile FIBE-FISIA del gruppo Impregilo che hanno continuato a lucrare soldi nostri senza smaltire un grammo di rifiuti? Si riferiva a ..? Chi sono quelli che si ribellano allo Stato? Sono quelli che vogliono abolire le intercettazioni perché funzionano troppo, come hanno dimostrato anche in questo caso? Berlusconi ha approfittato del ricevimento al Quirinale per primo giugno per annunciare una legge contro le intercettazioni, cioè per disarmare una magistratura che già è stata messa in ginocchio da quindici anni di riforme di destra e sinistra che ormai provocheranno a ben breve il risultato della chiusura di alcuni tribunali e di alcuni uffici giudiziari che dichiareranno fallimento

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Forse non saranno ASM e “quote rosa” a far cadere Azzollini, ma il suo stesso Presidente

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Se un proverbio francese dice “qui va à la chasse, perd sa place" (chi va a caccia, perde il suo posto) noi diremo che è proprio vero che “chi va a Roma perde la poltrona”.
Mentre il  Ministro Brunetta mette a punto la legge delega contro i “fannulloni” del pubblico impiego, il Presidente Schifani lancia la bomba sui “doppincarichisti” del Parlamento, ed è così che va in scena la politica dei segnali forti.
Per venti ospiti di Camera e Senato il cumulo di cariche è finito. Sembrava uno scherzo di cattivo gusto appena la notizia è apparsa in rete, invece a riportare la decisione di Schifani con dovizia di notizia è stato un comunicato apparso nella rassegna stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Si tratta di parlamentari eletti sia nelle fila del PdL che del Pd i quali, nonostante soggetti al principio della «incompatibilità», a mollare una delle due poltrone non ci pensano proprio.
A stabilirlo è l’articolo 122 della Costituzione. «Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento». Ed è proprio dalla interpretazione letterale dell’articolo che prende le mosse l`iniziativa del presidente del Senato.
«Il presidente del Senato, d`intesa con il presidente della Giunta delle elezioni», afferma lo stesso Schifani, «ha stabilito che le procedure del regolamento di verifica dei poteri sono già state attivate e saranno portate a compimento con la massima celerità».
I senatori interessati dal provvedimento, in tutto, sono venti, tredici del centrodestra, il resto del centrosinistra.
Il caso più clamoroso è quello del nostro concittadino Antonio Azzolini, che attualmente ricopre sia l’incarico di Sindaco di Molfetta, Comune che supera la soglia dei 20 mila abitanti, che di Senatore della Repubblica, per il PdL, con tanto di presidenza della commissione Bilancio.
Sino ad oggi, deputati e senatori, hanno aggirato l’ostacolo rifacendosi all’articolo 66 della Costituzione, in base al quale «ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità».
L’azione decisa dal presidente del Senato Schifaní e dal senatore Follini mira a spuntare le armi a questo articolo, rendendo invece subito efficace il principio della «incompatibilità».
Non a caso «nella seduta della Giunta del 4 giugno scorso», ricorda Schifani, «il presidente Follini ha ottenuto dai gruppi parlamentari l’indicazione dei componenti del comitato per l’esame delle cariche dei senatori. Il coordinatore del comitato, ha convocato l’organo per martedì 10, affinché possa presentare immediatamente le sue proposte».
E così, a partire da martedì prossimo, i seguenti “doppincarichisti”, avranno tre giorni per scegliere:

  1. Maria ANTEZZA (Pd) Consigliere Regionale e Presidente Consiglio Basilicata
  2. Antonello ANTINORO (misto) Deputato Regionale Sicilia
  3. Antonio AZZOLINI (PdI) Sindaco di Molfetta
  4. Carlo CHIURAZZI (Pd) Consigliere Regionale Basilicata
  5. Stefano DE LILLO (PdI) Segr. Consiglio Regionale Lazio
  6. Ulisse DI GIACOMO (PdI) Assessore Regionale Molise
  7. Egidio DIGILIO (PdI) Cons. e Vicepresidente cons. reg. Basilicata
  8. Fabrizio DI STEFANO (Pdl) Segretario del Consiglio Regionale Abruzzo
  9. Antonio FOSSON (misto) Assessore Regionale Valle d`Aosta
  10. Guido GALPERTI (Pd) Consigliere Regionale Lombardia
  11. Cosimo LATRONICO (PdI) Consigliere Regionale Basilicata
  12. Alfonso MASCITELLI (ldv) Consigliere Regionale Abruzzo
  13. Rosy MAURO (Lega Nord) Consigliere Regionale Lombardia
  14. Franco ORSI (PdI) Vicepresidente cons. reg. Liguria
  15. Francesco SANNA (Pd) Consigliere Regionale Sardegna
  16. Giancarlo SERAFINI (Pdl) Consigliere Regionale Lombardia
  17. Cosimo SIBILLA (PdI) Consigliere Regionale Campania
  18. Michele SOCCOMANNO (PdI) Consigliere Regionale Puglia
  19. Ada SPADONI URBANI (PdI) Consigliere Regionale Umbria 
  20. Paolo TANCREDI (Pdl) Consigliere Regionale Abruzzo

Non vorremmo che alla fine tutto si risolva in un polverone scaturito da una errata interpretazione delle leggi. L’articolo 122 non lascerebbe dubbi circa la possibilità di Azzollini di ricoprire il doppio incarico, ma potrebbero essere stati stabiliti dalla "Gunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari" autonomi criteri restrittivi volti ad assicurare nella aule del parlamento la presenza di tutti i senatori e i deputati. Tutto questo anche a seguito della recente sconfitta del governo su alcuni provvedimenti, nonostante il rilevante numero di senatori di cui disponeva la maggioranza.

Una terza inchiesta per voto di scambio a Molfetta

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Mentre il 17 giugno riprenderà il processo a carico del neo assessore Vincenzo Spadavecchia per il presunto reato di voto di scambio e a settembre riprenderà il processo “Amato + 5” per presunto voto di scambio ed altri reati, oggi apprendiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno, in un articolo a firma di Lucrezia d’Ambrosio, di un altro filone d’indagine, per voto di scambio, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica dott.ssa Carla Spagnolo. Già una trentina di persone ascoltate e assistiti dai loro avvocati.
”Tutti, a vario titolo, rispondono di voto di scambio. In pratica, in cambio del loro consenso elettorale e di un certo numero di voti, avrebbero ricevuto qualcosa come tornaconto.
Al momento non si conosce l’identità del candidato destinatario del pacchetto di voti. In Procura bocche cucite anche sulla identità degli indagati. I fatti contestati risalirebbero al turno elettorale per le comunali del 2006. Secondo indiscrezioni i nomi delle persone, ora iscritte nel registro degli indagati, erano appuntanti con dovizia di particolari relativi alla tipologia di «baratto», su un quaderno, una sorta di agenda, sequestrata dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Molfetta, tra novembre e dicembre del 2007, nel corso di una perquisizione a carico del principale indagato in un’altra inchiesta che poi ha portato, ad aprile scorso, all’arresto di cinque persone. In quel caso furono contestati i reati di usura e frode fiscale. Nulla a che vedere con l’inchiesta scaturita dal ritrovamento del «quaderno»".

In questa estate, che sarà ancora “più calda” del solito, scopriremo forse chi, oltre le dita, nel barattolo di Nutella ci ha messo anche le mani.

Le quote rosa e il mistero del decimo assessore

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Mentre si infittiscono in città le voci e i perché sulla mancata nomina del decimo assessore che vogliono attribuirla un giorno a disaccordi tra papabili e Sindaco, un altro giorno all’attaccamento di qualche neo eletto a poltrone di sottogoverno, prende consistenza anche una protesta, a nostro avviso legittima, da parte della Consulta Femminile del Comune di Molfetta.
In una nota diffusa qualche giorno fa la stessa Consulta ricordava allo “smemorato” Sindaco Azzollini che lo Statuto Comunale all’art.37 recita testualmente –
“Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui il vicesindaco, anche al di fuori dei componenti del Consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione. E’ salva la facoltà di nomina fiduciaria degli assessori . Il Sindaco, nella formazione della Giunta, assicura la presenza dei due sessi”.
Al momento non ci rimangono che poche ipotesi. La prima potrebbe essere quella che il Sindaco si sia riservato di nominare il decimo assessore proprio per rispettare lo Statuto Comunale e sta ricercando la donna di cuori per la sua giunta, oppure tra i nove prescelti è già presente una quota rosa che, per rispetto della privacy, non è stato possibile comunicare ufficialmente alla città. Ma è comunque verosimile la possibilità che il Sindaco ignori lo Statuto Comunale e presenti in Consiglio Comunale la giunta senza quote rosa e il Prefetto opportunamente allertato potrebbe annullare la delibera n. 69 del 26.05 2008 e successive determinazioni.