Category Archives: occupazione suolo pubblico

"Piazza pulita bis", i Carabinieri smantellano gli ambulanti. 14 chioschi sequestrati, tre arresti

Tredici negozianti di frutta e verdura – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio – sono ritenuti responsabili dei reati di "invasione di terreni o edifici"

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

A distanza di poco più di tre mesi, il commercio ambulante finisce nuovamente nel mirino della magistratura.

Questa mattina dalle ore 9.00 a Molfetta, 80 militari della locale Compagnia Carabinieri e dell’ 11° Battaglione Carabinieri “Puglia”, stanno eseguendo 14 ordinanze di sequestro preventivo di beni emesse in data 17 settembre 2010 dal Gip del Tribunale di Trani dott. Roberto Oliveri del Castillo.

Dopo le indagini dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Molfetta e dalla Polizia Municipale di Molfetta, coordinate dal Sost. Proc. dott. Giuseppe Maralfa, ha ritenuto tredici negozianti di frutta e verdura, tutti molfettesi – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio - responsabili, a vario titolo, dei reati di “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.), comportamento reiterato rispetto alla operazione precedente dell’8 giugno e violazione dei sigilli, per aver, da giugno 2010 ad oggi, violato i sigilli apposti dai Carabinieri sulle aree sequestrate attraverso l’esposizione sulle stesse aree oggetto del sequestro ed affidate in custodia ai negozianti stessi.

http://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/09/mimmo-nasone.jpg?w=580%202(3).jpgL’elemento di novità rispetto alla precedente operazione è che stavolta sono stati perseguiti con maggiore rigore tre commercianti che - citando testualmente l’ordinanza di custodia cautelare – hanno «posto in essere con protervia e spregiudicatezza condotte illecite come se non fosse accaduto nulla, come se si trovassero nella piena legalità di un diritto ormai acquisito, e pure nella qualità di custodi si sono riappropriati di luoghi pubblici e installazioni in sequestro».
Nei confronti dei tre (tra cui una donna), sono state eseguite altrettante ordinanze di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

In particolare, gli appostamenti e le riprese video-fotografiche realizzate dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno dimostrato che in un caso, il fruttivendolo, con assoluta noncuranza dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, aveva occupato con continuità la sua “vecchia” postazione, nonostante fosse stata sequestrata, sia prima di divenirne il custode, sia dopo che la stessa area gli era stata affidata dal giudice.

Negli altri due casi, invece, esattamente come avveniva prima dell’operazione “Piazza Pulita” dell’8 giugno, i due commercianti continuavano ad occupavano stabilmente, senza alcuna autorizzazione (nemmeno al commercio ambulante), le aree poste sotto sequestro, tutti i giorni, 24 ore su 24.

L’indagine, già avviata nello scorso mese di dicembre, è stata svolta dai Carabinieri del Nor di Molfetta in concorso con la Polizia Municipale di Molfetta, attraverso l’osservazione e la ripresa video-fotografica degli obiettivi, in più occasioni, da gennaio a settembre, allo scopo di attestare senza ombra di dubbio che l’occupazione abusiva del suolo pubblico fosse compiuta continuativamente, anche in orario notturno, sia dai commercianti in sede fissa (titolari quindi di un negozio), sia dai commercianti ambulanti.

Da giugno ad oggi, è stato accertato che i fruttivendoli che hanno continuato ad agire in disprezzo dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria sono stati 13, meno della metà dei 29 destinatari dei provvedimenti di sequestro eseguiti l’8 giugno.

Secondo le forze dell'ordine, si tratta sicuramente di un successo nel ripristino della legalità, in un settore delicato quale la regolamentazione dei “servizi di prossimità” indispensabili per la cittadinanza: non un contrasto all’esercizio del commercio, ma un invito a rispettare ed a far rispettare le regole che la società stessa si impone, nell’interesse di tutti i suoi membri.

Nel corso dell’operazione, anche stavolta come a giugno sono stati rimossi e sequestrati tutti i beni materiali per l’esposizione delle merci (gazebo, bancarelle, cassette,etc., tutti affidati in custodia giudiziale in attesa dell’eventuale provvedimento di confisca), mentre i prodotti ortofrutticoli sono stati resi agli operatori commerciali dopo essere stati tolti dalle aree ad essi interdette.

Molfetta "zona franca del mar" n. 1 – E' tornata la postazione refrigerante a Torre Gavetone

03082010Abusivo Gavetone jpgA lui è consentito l'accesso anche con un mezzo senza targa.

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Sono tornati più colorati e modernizzati dell'anno scorso, forse per adeguarsi al nuovo look del Gavetone. In attesa della loro evoluzione per noi rimangono sempre abusivi.

Gavetone 2  02.08.2010

 

Nella foto qui sotto come si presentava la postazione dell'anno scorso.

13062009_Postazione_refrigerante_utilizzatori_finali

Questo è il link della loro storia:

Ecco gli "utilizzatori finali" della "postazione refrigerante"

(http://liberatorio.splinder.com/archive/2009-06?from=8)

Frutta e verdura, si cambia (con la forza)

Ieri il blitz che ha smantellato il commercio ambulante a Molfetta.

http://molfettalive.it/imgnews/ambulanti%20sequestro%20carabinieri%20013(2).jpg

di Lorenzo Pisani (www.molfettalive.it/…)

Il posto fisso: un sogno per la stragrande maggioranza degli italiani. Una realtà per alcuni venditori ambulanti molfettesi finiti ieri nel mirino della procura della repubblica.

Il loro era più di un posto fisso. Ci avevano messo radici e come un albero ogni giorno crescevano un po’ di più. In modo impercettibile, ma costante. Prima il marciapiede, poi la strada, poi lo scivolo per i disabili. Con i residenti a guardare. E a comprare. Sì, perché il successo degli ambulanti l’hanno decretato in questi anni i consumatori, attratti dai prezzi e incuranti delle condizioni in cui veniva conservata o esposta la merce.

Non c’era quartiere che non ne avesse uno di questi banchi vendita. E magari a pochi passi da chi per commerciare gli stessi prodotti aveva trovato un locale, pagato l’affitto, emesso uno scontrino e fatto fronte alle spese di manutenzione, frigorifero compreso. E pazienza se ogni tanto uno di loro abbassava le saracinesche.

La magistratura ha scritto ieri la parola fine a questo fenomeno. Ha individuato cinque categorie di presunti illeciti e sta già vagliando la posizione dei 28 negozianti che hanno dovuto lasciare tende e gazebo.

Alcuni sono corsi a Palazzo di Città per protestare contro il mancato rinnovo delle licenze, riferiscono i carabinieri. Non è dato sapere al momento cosa avrebbero risposto gli uffici comunali.

In questi anni non hanno certo brillato per celerità. Il piano del commercio è scaduto da circa due mesi, eppure lo scorso novembre la relazione dell’assessore Anna Maria Brattoli recitava che l’iter per il suo rinnovo procedeva «con forte anticipo rispetto ai tempi di scadenza del precedente documento di programmazione». Si era arrivati in consiglio comunale d’urgenza e su richiesta dell’opposizione, dopo un’estate calda. Anche di incendi dolosi.

«Nessuna urgenza di approvare l’aggiornamento del piano prima della sua scadenza», la risposta della maggioranza. Di lì a poco sarebbe fioccato l’ennesimo esposto, a opera del Liberatorio Politico.

Qualche giorno fa alcuni consiglieri di opposizione erano nuovamente tornati sull’argomento, chiedendo un altro consiglio comunale a tema. Poi è arrivato il blitz. E ha cambiato tutto.

 GALLERIA FOTOGRAFICA 

 

Lotta all'abusivismo commerciale: 29 ordinanze di sequestro eseguite

Video tratto da ilFatto.net

di redazione@laltramolfetta.it (www.laltramolfetta.it/…)

Questa mattina oltre 100 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, della Compagnia di Molfetta, con il rinforzo di personale dell’11° Btg. Puglia, del N.A.S. e di un elicottero del 6° Elinucleo del capoluogo pugliese, hanno eseguito 29 ordinanze di sequestro preventivo di beni, emesse il 26 maggio 2010 dal Gip del Tribunale di Trani, Dott. Roberto Oliveri del Castillo.

Le indagini, coordinate dal Sost. Proc. Dott. Giuseppe Maralfa, hanno consentito di ritenere 28 negozianti di frutta e verdura, tutti molfettesi, di cui 9 ambulanti, 18 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio, responsabili, a vario titolo, del reato di “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.).
Gli stessi dal mese di gennaio 2010 ad oggi, continuativamente e anche in orario notturno, hanno invaso abusivamente porzioni di strade, marciapiedi e piazze di Molfetta per l’esposizione delle merci, in palese violazione delle autorizzazioni loro concesse o in totale assenza di licenze. L’attività, avviata nello scorso mese di dicembre, è stata svolta attraverso numerosi servizi di osservazione e ripresa fotografica consentendo quindi di documentare 5 diverse tipologie di condotte illecite:

1. Negozianti che occupavano il suolo pubblico senza essere mai stati autorizzati solo durante gli orari di apertura;
2. Negozianti che occupavano il suolo pubblico senza essere mai stati autorizzati anche durante la chiusura notturna;
3. Negozianti che occupavano il suolo pubblico con autorizzazioni scadute al 31.12.2009 e non più ottenute;
4. Ambulanti (di fatto esercenti in sede fissa) privi di qualsiasi autorizzazione;
5. Ambulanti di fatto autorizzati al commercio in sede fissa (peraltro in violazione della Legge Regionale Pugliese nr. 18/2001) e comunque con autorizzazione scaduta il 18.04.2010.

In tutta Molfetta, solo 2 fruttivendoli sono risultati in regola alla data di emissione dell’ordinanza del GIP: il primo, per aver ottenuto l’autorizzazione il 3 febbraio; il secondo per non aver più occupato il suolo pubblico dopo il 18 aprile.
Dall’inizio del controllo, invece, altri tre esercenti hanno cessato la loro attività. Nel corso dell’operazione sono stati rimossi e sequestrati tutti i beni materiali per l’esposizione delle merci (gazebo, bancarelle, cassette affidati in custodia giudiziale in attesa dell’eventuale provvedimento di confisca), mentre i prodotti ortofrutticoli sono stati resi agli operatori commerciali dopo essere stati tolti dalle aree ad essi interdette.

   
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Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

Un pensiero di Natale per gli abusivi e per il Sindaco Azzollini.

Abbiamo appreso dalla rete che negli ultimi giorni c’è stato un controllo a tappeto del territorio da parte della Polizia Municipale sull’occupazione abusiva da parte di commercianti ambulanti e a posto fisso. Peccato che tale azione repressiva giunga molto tardi, non solo rispetto alle segnalazioni che da anni il Liberatorio ha fatto, ma anche dall’ultimo esposto che è stato consegnato sul tavolo della Municipale nella mattinata di sabato 21 novembre u.s. (vedi allegato). Ma nei fatti nulla è cambiato. I più recidivi in queste ore prefestive hanno allargato ancora di più il loro territorio "abusivo". Stamattina è stato consegnato un nuovo esposto molto dettagliato (segue allegato).

Al Comando Tenenza di Finanza di Molfetta
Al Comando Stazione Carabinieri di Molfetta
Al Comando Polizia Municipale di Molfetta

Oggetto: Richiesta d’intervento per occupazione strade e marciapiedi e violazioni al codice della strada.

Il sottoscritto Matteo d’Ingeo, in veste di coordinatore del LIBERATORIO Politico, premesso di aver segnalato da anni l’increscioso problema dell’occupazione abusiva di strade e marciapiedi, che arrecano particolare difficoltà alla viabilità pedonale e stradale, in particolare nelle zone occupate da commercianti di ortofrutta che violano quotidianamente il codice della strada e le ordinanze sindacali :

- chiede l’intervento immediato degli agenti di Polizia Municipale, e delle altre forze dell’ordine presenti sul territorio, per liberare strade e marciapiedi, ripristinare la viabilità e favorire il parcheggio a chi paga regolarmente i pass per le zone blu. In particolare si chiede di intervenire presso i punti vendita in:

- via Bari n. 27 e in via Bari angolo Quintino Sella presumibilmente intestati alla famiglia De Bari e Diniddio-Spadavecchia;

- via Giovinazzo presso il punto vendita Fiore-Vista Rosalba per violazione al codice della strada e impedimento per i portatori di handicap ad utilizzare la rampa a loro concessa per l’accesso al marciapiede; si ricorda alle SS.VV che la stessa plancia 6 metri x 3 metri di proprietà Gestor-Comune, situata alle spalle della rivendita, non è utilizzabile da quasi due anni con notevole danno alle casse comunali e all’utenza che non può utilizzare a fini commerciali la suddetta  postazione;

- via Di Vagno angolo via Calabrese (famiglia Andriani) oltre ad occupare uno spazio antistante ad una centralina del gas, occupa da sei mesi il sito stradale con una struttura in ferro presumibilmente non autorizzata;

- via Cap. De Candia, all’altazza del civico 144-146- occupa uno spazio sicuramente maggiore di quello dovuto;

- via Massimo d’Azeglio, n. 150 (occupa stabilmente marciapiede e strada anche di notte e di giorno apre ombrellone che occupa la strada); altro commerciante che occupa la sede stradale);

- via Immacolata n. 13 ( strada e marciapiede);

- via G. Salepico n. 81( angolo S. Cuore di Gesù – Via De Luca) occupa abusivamente suolo riservato ai contenitori della raccolta rifiuti che sposta ogni giorno);

- via Palestro n. 5 (occupa strada e marciapiede, spesso occupa e chiude accesso strada adiacente);

- via Crocifisso n. 57 (da sempre occupa strada e marciapiede);

- via Pappalepore n. 154 angolo Corso Fornari ( oltre fruttivendolo anche altro commerciante che occupa la sede stradale);

- via G. De Candia ( angolo rotonda sottopasso ferroviario) Occupa e blocca strada e marciapiede;

- Via Caduti sul Mare ( zona antistante il Parco di ponente e l’angolo vc. 12° Mad. dei Martiri).

Oltre ai più eclatanti casi sopraelencati ci sono una miriade di piccoli esercizi commerciali, tra bar e pizzerie, presenti in città che quotidianamente abusano delle loro autorizzazioni, quando ci sono, per occupare abusivamente strade e marciapiedi.

Chiediamo alle S.S.V.V. di verificare se i suddetti commercianti occupano regolarmente gli spazi pubblici, se sono rispettate le più elementari norme di igiene e mantenimento della merce in vendita, se vengono rilasciati gli scontrini fiscali, se è rispettata la norma della tracciabilità del prodotto e se le autorizzazioni rilasciate siano in contrasto con i regolamenti comunali e il codice della strada.

Molfetta, 24.12.2009

Allegato:

Al Sindaco della Città di Molfetta
Al Comando Polizia Municipale di Molfetta
e p.c. Al Comando Stazione Carabinieri di Molfetta

Oggetto: Richiesta d’intervento per occupazione strade e marciapiedi e violazioni al codice della strada.

Il sottoscritto Matteo d’Ingeo, in veste di Coordinatore del LIBERATORIO Politico, premesso di aver segnalato da anni l’increscioso problema dell’occupazione abusiva di strade e marciapiedi, che arrecano particolare difficoltà alla viabilità pedonale e stradale, in particolare nelle zone occupate da commercianti di ortofrutta che violano quotidianamente il codice della strada e le ordinanze sindacali :

- chiede l’intervento immediato degli agenti di Polizia Municipale per liberare strade e marciapiedi, ripristinare la viabilità e favorire il parcheggio a chi paga regolarmente i pass per le zone blu comunali.

In particolare si chiede di intervenire presso i punti vendita in via Bari n. 27 e in via Bari angolo Quintino Sella presumibilmente intestati alla famiglia De Bari e Diniddio-Spadavecchia. Inoltre chiede l’intervento in via Giovinazzo presso il punto vendita Fiore- Vista Rosalba per violazione al codice della strada e impedimento per i portatori di handicap ad utilizzare la rampa a loro concessa per l’accesso al marciapiede.

Si ricorda alle SS.VV che la stessa plancia 6 metri x 3 metri di proprietà Gestor-Comune, situata alle spalle della rivendita, non è utilizzabile da quasi due anni con notevole danno alle casse comunali e all’utenza che non può utilizzare a fini commerciali la suddetta postazione.

Si chiede inoltre di prendere visione ed eventualmente ottenere copia dei verbali prodotti dagli Agenti incaricati.

Molfetta, 21.11.2009

Emergenza sicurezza: bastano le pistole ai vigili?

http://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/11/stor_13572819_13560.jpg?w=580

di Matteo d’Ingeo - l’altraMolfetta novembre 2009.



“È il discorso sul malessere della città. Un malessere che, in modo spesso maldestro, vogliamo rimuovere dalla nostra coscienza e del quale facciamo fatica a prendere atto, forse perché troppo fieri del prestigio del nostro passato. Un malessere che si costruisce su impercettibili detriti di illegalità diffusa, sugli scarti umani relegati nelle periferie, sui frammenti di una sottocultura della prepotenza non sempre disorganica all’apparato ufficiale.

È il discorso sulla rete sommersa della piccola criminalità che germina all’ombra di un perbenismo di facciata. Sulle connivenze col mondo della droga che ormai non risparmia nessun gonfalone. Sui rigagnoli sporchi che inquinano le falde sane di una economia costruita dalla proverbiale laboriosità dei nostri antenati, i quali hanno onorato Molfetta in tutti gli angoli del mondo…”
 
… “È il discorso sulla ineluttabilità di certi gesti, che sono l’epilogo naturale di una temperie di disagio. Come un fiammifero, acceso sulla caldaia di una miscela esplosiva. Sì, questa è la vera tragedia: che chi ha sparato non è un mostro. Oh, come vorremmo che fosse un mostro, per poter scaricare unicamente sul parossismo della sua barbarie le responsabilità di questo assassinio! Ma chi ha sparato non è un mostro, e neppure un pazzo e forse neppure un criminale nel senso classico del termine. Non è un mostro. E’ un nostro! » un nostro concittadino, che, come ultima miccia, ha dato fuoco alle polveri di cui, almeno un granello, ce lo portiamo tutti nell’anima…
(Omelia per Gianni Carnicella – 9 luglio 1992 – don Tonino Bello)”.
 
Ancora una volta le parole di don Tonino tornano ad essere attuali, e i “nostri”, questa volta, sono due diciottenni. Non hanno sparato con fucili a canne mozze ma hanno spezzato la vita di Giulia Samarelli, una delle nostre tante donne d’altri tempi, vissuta in discreta solitudine, che ha costruito il proprio futuro, giorno dopo giorno, nella consapevolezza di dover gestire la propria dignitosa e laboriosa esistenza senza certezze.
Dall’altra parte due “bulli”, si direbbe. Michele de Bari, figlio del più noto Gino, come altri suoi cugini e zii, arcinoto alla cittadinanza e alle forze dell’ordine.
Pietro Gadaleta, al momento dell’arresto, sembra che abbia dichiarato laconicamente “che era la prima volta” che partecipava ad uno scippo. Rivedendo la padronanza e la freddezza dei suoi gesti nel video, diffuso dai Carabinieri, non si direbbe.
Abbiamo elementi abbastanza concreti per pensare che Gadaleta fosse un “piccolo dottor Jekyll e mister Hyde”.
Dalle foto segnaletiche apparse sui giornali, nonostante il rinnovato look nel taglio di capelli, è stato riconosciuto da alcuni cittadini come quel bravo ragazzo che operava come volontario nell’associazione “MISERICORDIE”, svolgendo assistenza agli anziani bisognosi di cure.
In città, purtroppo, di Michele e Pietro ne girano tanti, dal Borgo Antico a Piazza Paradiso, da via Immacolata ai quartieri periferici e girano in due su motorini senza casco, senza targa e, all’occorrenza, contro marcia.
Paradossalmente questa situazione, a Molfetta, non è straordinaria, non è avvenuta per caso in via Immacolata ma è una storia di ordinaria illegalità quotidiana, in una città dove le regole della civile convivenza vengono infrante senza che nessuno ne rivendichi il rispetto.
In questi giorni il SindacoSenatorePresidente Antonio Azzollini oltre a ripetere lo slogan, ormai usurato e smentito da tutte le finanziarie del suo stesso governo, della solita richiesta dell’aumento dell’organico per la caserma dei Carabinieri, si è inventato una straordinaria novità.
In una conferenza cittadina ha dichiarato che i problemi di ordine pubblico a Molfetta si risolvono con l’armamento degli agenti di polizia municipale.
 
Se il sindaco vuol dire che l’abusivismo e l’occupazione di suolo pubblico, le auto in doppia fila, le infrazioni al codice della strada, le auto incendiate, gli scippi, l’uso dei falsi pass per disabili, ecc, ecc, si combattono con l’armamento  della polizia municipale, allora consigliamo a lui e alla sua maggioranza (sperando che non ci sia anche qualche consigliere di minoranza) di farsi un serio esame di coscienza e poi di dichiararsi non all’altezza del compito.
 
Anzi per volere del primo cittadino la nostra città è diventata una “zona franca”.
 
Sarebbe interessante conoscere dalla viva voce del Sindaco o dalla taciturna assessora alla sicurezza, quali siano i meccanismi sociali, professionali, tecnici, pedagogici o politici che vedrebbero nell’armamento dei vigili urbani la soluzione dei problemi di ordine pubblico della nostra città.
 
Si potrebbe, forse, immaginare questa situazione; il vigile urbano, pardon, l’agente di Polizia Municipale che fino ad oggi non si è mai azzardato a presentarsi, in via Giovinazzo, all’ambulante che in violazione del codice della strada occupa marciapiede e scivolo per portatori di handicap, domani si presenterà con la pistola semiautomatica calibro 7.65 nella fondina, ben in vista, e per miracolo l’ambulante libererà il marciapiede e chiederà scusa per aver occupato abusivamente per ben due anni un bene comune arrecando danno e disagio alla comunità.
 
Ai miracoli non ci crediamo più già da molto tempo e forse il Sindaco dimentica che quando era un “soldato semplice” ha discusso e licenziato da consigliere comunale nell’autunno del 1995 un ”Regolamento di Polizia Municipale” che, probabilmente,  non è stato mai interpretato ed attuato pienamente.
 
Oggi si vuol portare in Consiglio Comunale il vecchio regolamento con l’arricchimento di nuovi articoli che riguardano l’armamento volontario dei nuovi agenti di polizia municipale.
 
Speriamo che il buon senso prevalga su questa irragionevole scelta.
 
Basterebbe che quotidianamente gli agenti di Polizia Municipale attuassero alla lettera il regolamento già esistente senza sconti e favori a chicchessia, e l’arroganza dei soliti noti sicuramente si perderebbe in una città in cui serve solo un po’ di normalità senza rigurgiti di autorità e autoritarismi; purtroppo non è da tutti, ma abbiamo un gran bisogno di “autorevolezza”, non solo nella politica ma anche nella Polizia Municipale.

"Amato + 5", ascoltati il Comandante della Municipale Gadaleta e Antonio Camporeale

Udienza aggiornata al 18 novembre. La sentenza dovrebbe giungere entro la fine dell’anno

http://www.molfettalive.it/imgnews/Truck%20Center%2026%2010%2009%20003(2).jpg

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

L’importanza delle intercettazioni quale strumento di indagine è indubbia, anche se continuamente messa in discussione. Questa consapevolezza traspare ancora di più dal processo “Amato + 5”.

Senza intercettazioni telefoniche e ambientali, queste ultime captate nell’ufficio del Comando di Polizia Municipale, il procedimento contro l’ex assessore Pino Amato e gli altri imputati, Pasquale Mezzina, Vincenzo de Michele, Girolamo Scardigno, Gaetano Brattoli, Vito Pazienza e Giovanna Anna Guido, non si sarebbe potuto istruire. 

I sei sono accusati, a vario titolo, di concussione, voto di scambio, abuso d’ufficio e falso ideologico. Due le parti civili: Matteo d’Ingeo e il Comune di Molfetta, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Bartolo Morgese e Maurizio Masellis.

L’udienza di mercoledì 28 ottobre ha visto tra i testimoni gli agenti della Digos di Bari, l’attuale Comandante di Polizia Municipale Giuseppe Gadaleta e il coordinatore cittadino del Pdl Antonio Camporeale.

Gli ispettori di Polizia Sallustio e Saracino sono stati ascoltati in merito le intercettazioni telefoniche e ambientali e hanno ricostruito la loro attività investigativa e i fatti reato contestati all’attuale consigliere dell’Udc.

Il Capitano Gadaleta, già ascoltato nel corso del processo, ha sostenuto il controesame dell’avv. Domenico Di Terlizzi sui fatti contestati al suo assistito Amato. All’epoca dei fatti il teste non era ancora a capo del Corpo di Polizia Municipale.

Ha chiuso la seduta Antonio Camporeale, coordinatore del Pdl di Molfetta, citato nella deposizione dello scorso 30 settembre dall’ing. Leonardo Pisani circa un episodio in cui l’allora coordinatore cittadino di Forza Italia presentò ad Amato Giovanna Anna Guido, allora rappresentante legale istituto di Vigilanza La Securpol s.r.l.

Il processo è stato aggiornato al 18 novembre. Saranno ascoltati i testi del Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa convocati per l’udienza ma assenti. Successivamente saranno chiamati nell’aula delle udienze penali del Tribunale di Trani i testimoni della difesa.

Saranno le ultime audizioni prima della requisitoria del Pm e delle arringhe difensive. La sentenza emessa dal collegio giudicante presieduto da Cesaria Carone e dai giudici a latere Lorenzo Gadaleta e Francesco Messina non dovrebbe giungere oltre la fine dell’anno.


Post precedenti:

Per i rinviati a giudizio, il giudizio è rinviato a settembre
http://liberatorio.splinder.com/post/17267602/Per+i+rinviati+a+giudizio%2C+il+

Commercio dell’ortofrutta & sviluppo turistico di Molfetta
(http://liberatorio.splinder.com/post/9116248)

Ambulanti a posto fisso

http://liberatorio.splinder.com/post/8824568/Ambulanti+a++posto+fisso

Primavera molfettese del '94. Perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Terramia, gruppo di discussione sulla politica molfettese, propone un incontro pubblico per riflettere sul ’94 molfettese.

 

 

Nel rumore di fondo della quotidianità molfettese annaspano le voci delle coscienze critiche. Manca la voglia di trasformare l’esistente e nel rumore di fondo permangono, addormentate e paghe del lauto pasto, le anime ribelli. All’orizzonte c’è solo il nostro ombelico. 

L’indifferenza per le bombe all’iprite che incombono, per i giovani disoccupati che si disperano, per i lavoratori prigionieri del mercato, per le consorterie arroganti dei delinquenti e dei ladri di galline che pervadono le strade è il segnale che la comunità e le cose comuni non son più degne di essere amate e curate perché rese agonizzanti da una politica malata o di protagonismo o di clientelismo e vuota di aneliti e di aspirazioni.

La medicina migliore è prendersela con gli altri, con chi è più vicino, con chi è più attivo. Ma la rabbia per il colpevole vicino cura la febbre e non la malattia. I ricordi sono in agguato per i vecchi e ai giovani rode la storia di questa città che ha visto ben altre stagioni, ben altre emozioni, ben altre speranze.

Sembra che a nessuno interessi ripensare al ’94, l´anno in cui a Molfetta si diede avvio a una frizzante stagione politica, si ribaltarono le previsioni elettorali e il governo della città cadde nella mani di una forza nuova che emerse inaspettatamente dalla città. Sembra che quel frangente di eccezionale mobilitazione civile e politica non abbia lasciato alcuna traccia. Ma di questo nessuno parla più. È davvero così? Può essere così? Davvero non ci sono più molfettesi che pensano e agiscono in forza della loro appartenenza ad una comunità di cittadini?

Abbiamo deciso di rompere gli indugi. La riflessione sul ’94 molfettese non può essere ulteriormente rimandata in attesa di tempi migliori.

Il 3 ottobre alle 18 presso la sala stampa del comune
di Molfetta è indetto un incontro pubblico per discutere di quella stagione, con unanime spirito di correità, senza reti e senza format.

Tutte e tutti sono invitati a portare il proprio contributo e a rispondere alla domanda: perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Meglio tardi che mai. Commercio ambulante: l'opposizione chiede un Consiglio Comunale

Anche i consiglieri comunali di opposizione chiedono la risoluzione del problema del commercio ambulante con la convocazione di un Consiglio Comunale che affronti e approvi il nuovo Piano Comunale del commercio.

http://molfettalive.it/imgnews/gazebo(8).jpg

«I sottoscritti, nella qualità di consiglieri comunali

premesso che

- negli ultimi mesi – a partire dall’inizio dell’anno 2009 – è notevolmente aumentata l’occupazione di suolo pubblico da parte di operatori del commercio ambulante ortofrutticolo;
- tale occupazione ha preso forma in modo disordinato, senza il minimo rispetto delle condizioni igieniche, creando a volte serie difficoltà alla deambulazione dei cittadini, in quanto sono occupate ampie zone dei marciapiedi e persino i passaggi per i disabili, o al traffico giacchè, essendo posizionati sulle aree di delimitazione degli incroci, rendono precaria la visibilità agli automobilisti, che possono trovarsi coinvolti in incidenti per mancato rispetto delle precedenze;
- a seguito di tale irrazionale e sregolata diffusione di postazioni di commercio ambulante il decoro, la pulizia e l’immagine di non poche strade e porzioni del territorio cittadino sono nettamente peggiorati, contribuendo al degrado delle vivibilità della città e all’ulteriore decadimento del già modesto arredo urbano;
- negli ultimi mesi vi sono stati incendi dolosi a danno di postazioni di commercio ambulante ormai diventate inamovibili;
- alle ripetute denunce pubbliche a mezzo stampa e tramite interventi per fatto grave registratisi nell’assise consiliare non sono seguiti atti e determinazioni da parte dell’Amministrazione comunale;
- che un atteggiamento di rinvio nella disamina del problema sarebbe interpretabile come segnale di debolezza istituzionale e potrebbe incoraggiare impropriamente quanti ritengono di poter continuare nella nostra comunità a spadroneggiare, sotto vari profili, con prepotenza e scarso senso delle regole, facendo magari ricorso anche a forme di pressione e minacce, come ultimamente nei confronti di quanti sollevano il problema del rispetto delle regole;

considerato che

- ad oggi la città di Molfetta non ha ancora un piano e un regolamento comunale sul commercio che disciplinino autorizzazioni, zone di vendita, divieti e sanzioni;
- il precedente Piano varato dal Commissario Straordinario con deliberazione n. 4 in data 18.4.2006 avente validità di anni 3, risulta quindi abbondantemente scaduto;
- che la Giunta Comunale con delibera n. 9 del 19.01.2009, avente ad oggetto l’“Approvazione progetto finalizzato intersettoriale ad oggetto: “Redazione Piano edicole – Redazione Piano commerciale – Redazione Piano comunale per la disciplina del commercio su aree pubbliche” ha dato mandato ad unità lavorative del Comune di redigere tale progetto intersettoriale;
- ad oggi nessuna proposta, elaborato, relazione è stata presentata dalla Giunta Comunale nelle competenti Commissioni consiliari nè all’attenzione del Consiglio Comunale deputato alla discussione e approvazione di tale Piano;
- tale situazione di mancata razionalizzazione e controllo delle attività commerciali ambulanti – anche per via della storia pregressa della nostra città – può ingenerare fenomeni che nulla hanno a che vedere con la civile convivenza, oltre ad offrire l’immagine di una città senza controllo e senza rispetto delle regole (non solo quelle di ordine igienico-sanitario);
- è opportuno e quanto mai necessario, non ulteriormente procrastinabile, intervenire con scelte che consentano da un lato opportunità di lavoro a quanti chiedono una legittima occasione di inserimento economico e sociale nella comunità cittadina e dall’altro la salvaguardia intransigente delle condizioni di vivibilità e fruizione degli spazi cittadini e del rispetto delle norme;
- occorre individuare, predisporre e attrezzare delle aree mercatali in modo che sia garantito non solo l’esercizio di attività di vendita ma anche il necessario rispetto delle norme igieniche e di garanzia dei cittadini;

Chiedono

che, ai sensi dell’art. 8 del Regolamento del Consiglio Comunale, la S.V. Ill.ma Voglia convocare d’urgenza il Consiglio Comunale sul seguente ordine del giorno:

1. situazione del commercio ambulante – Relazione dell’Assessore al ramo;
2. formazione del Comitato comunale per il monitoraggio dei fenomeni deliquenziali ai sensi della Delibera di C.C. n. 48/1997);
3. Piano del Commercio.

Ordine del giorno che sarà sottoposto all’attenzione di tutti i consiglieri comunali:

Il Consiglio Comunale della Città di Molfetta

premesso che

- negli ultimi mesi – a partire dall’inizio dell’anno 2009 – è notevolmente aumentata l’occupazione di suolo pubblico da parte di operatori del commercio ambulante ortofrutticolo;
- tale occupazione ha preso forma in modo disordinato, senza il minimo rispetto delle condizioni igieniche, creando a volte serie difficoltà alla deambulazione dei cittadini, in quanto sono occupate ampie zone dei marciapiedi e persino i passaggi per i disabili, o al traffico giacchè, essendo posizionati sulle aree di delimitazione degli incroci, rendono precaria la visibilità agli automobilisti, che possono trovarsi coinvolti in incidenti per mancato rispetto delle precedenze;
- a seguito di tale irrazionale e sregolata diffusione di postazioni di commercio ambulante il decoro, la pulizia e l’immagine di non poche strade e porzioni del territorio cittadino sono nettamente peggiorati, contribuendo al degrado delle vivibilità della città e all’ulteriore decadimento del già modesto arredo urbano;
- negli ultimi mesi vi sono stati incendi dolosi a danno di postazioni di commercio ambulante ormai diventate inamovibili;
- alle ripetute denunce pubbliche a mezzo stampa e tramite interventi per fatto grave registratisi nell’assise consiliare non sono seguiti atti e determinazioni da parte dell’Amministrazione comunale;
- un atteggiamento di rinvio nella disamina del problema sarebbe interpretabile come segnale di debolezza istituzionale e potrebbe incoraggiare impropriamente quanti ritengono di poter continuare nella nostra comunità a spadroneggiare, sotto vari profili, con prepotenza e scarso senso delle regole, facendo magari ricorso anche a forme di pressione e minacce, come ultimamente nei confronti di quanti sollevano il problema del rispetto delle regole;
considerato che
- ad oggi la città di Molfetta non ha ancora un piano e un regolamento comunale sul commercio che disciplinino autorizzazioni, zone di vendita, divieti e sanzioni;
- il precedente Piano varato dal Commissario Straordinario con deliberazione n. 4 in data 18.4.2006 avente validità di anni 3, risulta quindi abbondantemente scaduto;
- la Giunta Comunale con delibera n. 9 del 19.01.2009, avente ad oggetto l’“Approvazione progetto finalizzato intersettoriale ad oggetto: “Redazione Piano edicole – Redazione Piano commerciale – Redazione Piano comunale per la disciplina del commercio su aree pubbliche” ha dato mandato ad unità lavorative del Comune di redigere tale progetto intersettoriale;
- ad oggi nessuna proposta, elaborato, relazione è stata presentata dalla Giunta Comunale nelle competenti Commissioni consiliari nè all’attenzione del Consiglio Comunale deputato alla discussione e approvazione di tale Piano;
- tale situazione di mancata razionalizzazione e controllo delle attività commerciali ambulanti – anche per via della storia pregressa della nostra città – può ingenerare fenomeni che nulla hanno a che vedere con la civile convivenza, oltre ad offrire l’immagine di una città senza controllo e senza rispetto delle regole (non solo quelle di ordine igienico-sanitario);
- è opportuno e quanto mai necessario, non ulteriormente procrastinabile, intervenire con scelte che consentano da un lato opportunità di lavoro a quanti chiedono una legittima occasione di inserimento economico e sociale nella comunità cittadina e dall’altro la salvaguardia intransigente delle condizioni di vivibilità e fruizione degli spazi cittadini e del rispetto delle norme;
- occorre individuare, predisporre e attrezzare delle aree mercatali in modo che sia garantito non solo l’esercizio di attività di vendita ma anche il necessario rispetto delle norme igieniche e di garanzia dei cittadini;
e impegnandosi a fissare nella prossima riunione della Commissione Affari Istituzionali una seduta, nella prima data utile, per procedere alla formazione del Comitato comunale per il monitoraggio dei fenomeni delinquenziali ai sensi della Delibera di C.C. n. 48/1997;

invita

il Sindaco del Comune di Molfetta, l’Assessore competente al ramo e per essi il Dirigente di Settore a:

- verificare la regolarità dei requisiti di quanti sono stati autorizzati a svolgere commercio ambulante di prodotti ortofrutticoli;
- verificare il rispetto integrale e intransigente di quanto disposto nelle succitate autorizzazioni;
- non procedere al rilascio di nuove autorizzazioni nè al rinnovo di pregresse autorizzazioni nelle more che il nuovo Piano del commercio venga discusso e approvato in Consiglio Comunale;
- proporre entro 30 giorni dalla data odierna la discussione in Consiglio comunale di una proposta di Piano del Commercio che regolarizzi e razionalizzi le forme di vendita del commercio ortofrutticolo ambulante nella nostra città a tutela delle regole, del decoro e della pubblica sicurezza nella nostra comunità.»

  

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